CIELI DI SICILA - Maurizio Giammarco & Orchestra Jazz Del Mediterraneo

Maurizio Giammarco & Orchestra Jazz Del Mediterraneo

Quando l'amico Nello Toscano mi ha invitato a scrivere un progetto inedito per l'Orchestra Jazz Del Mediterraneo, dopo varie riflessioni, ho deciso di ispirarmi proprio alla Sicilia. Ho pensato cioè di tradurre in jazz alcune suggestioni personali trasmessemi da una terra che ho visitato più volte, non solo per scopi professionali, e mi ha incantato: la Sicilia e la sua gente, si sa, lasciano un segno forte e indelebile. Quale il motivo di questa scelta? A parte il semplice desiderio di rendere omaggio alla committenza, una prima ragione è certo stata quella di sperimentare stimoli inediti per trovare una chiave personale di scrittura contemporanea per big band. Ma, più in profondità, ho trovato intriganti alcune tematiche affini al mondo del jazz: la Sicilia come luogo emblematico di forti contrasti (dove bellezze e brutture convivono in equilibrio precario), la Sicilia come terra in cui un raro orgoglio di appartenenza tradisce un passato di contaminazioni culturali in realtà assai eterogenee, la Sicilia come teatro vivente di testimonianze storiche, che affiorano in ogni suo angolo.
Partendo da questi (e altri) presupposti, e bypassando possibili richiami a una tradizione musical popolare che non conosco né mi avrebbe comunque ispirato (se affiora qualche suggestione folk è di mia invenzione), la musica è andata speditamente a delinearsi, in modo del tutto naturale e intuitivo, sotto forma di itinerario. Un itinerario evocativo che, pescando esclusivamente nella mia memoria, mi ha riportato a visitare alcuni luoghi a me cari, o meglio i loro cieli, silenziosi e perenni testimoni dei terrestri accadimenti, buoni o cattivi secondo il caso. Cieli di Sicilia, infatti, è per me come lo sguardo di un uccello migratore: uno sguardo emotivo e intenso che si tiene però, necessariamente, a debita distanza. Come lo sguardo di Goethe, cittadino del mondo come me ma ancor meno meridionale di me, che parecchio tempo fa aveva già argutamente affermato: "L’Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito: soltanto qui è la chiave di tutto".
Sugli altri tre brani del CD: Migration ha ovviamente molto a che fare con le passate vicende siciliane, anche se nello specifico la metafora riguarda non tanto l'America tout court ma la sua musica. Eroi Qualunque è dedicato a chiunque persegua un ideale fino all'estrema conseguenza di perdere la vita, come per i caduti di guerra (a prescindere dalla bandiera e dai giudizi della Storia) o come per i giudici Falcone e Borsellino. Se si riflette sui sacrifici dei nostri padri si resta semplicemente sgomenti, eppure solo grazie a quei sacrifici quel poco che abbiamo oggi lo possiamo chiamare progresso. Caravan, il classico ellingtoniano di Juan Tizol, completamente riarmonizzato, chiude il disco aprendo al Mediterraneo. (Maurizio Giammarco - Giugno 2011)

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